Sei semplici domande per interpretare un’opera d’arte

Vi siete mai chiesti quale sia il modo più semplice per comprendere un’opera d’arte? A chi non è capitato, soprattutto davanti ad un’opera d’arte contemporanea di rimanere basito, interrogandosi sul suo possibile significato? Durante le nostre serate a LaMiaVillainBistro avrete la possibilità di dialogare con gli artisti per scoprire e godere al meglio delle loro creazioni e potrete consultare in merito gli articoli e le interviste proposte nella sezione del sito dedicata agli artisti. Ma ovviamente non è sempre possibile parlare con l’artista in carne ed ossa! Mi sono domandata allora quale sia la formula più facile per comprendere un’opera. E mi sono data una risposta con le parole del filosofo tedesco Hans-Georg Gadamer “Non si fanno esperienze senza porre delle domande”, infatti ogni pensiero può essere definito come risposta ad una domanda. Quali sono, dunque, le domande che dovremmo porci quando ci troviamo di fronte ad un’opera per comprenderla?

Fondamentalmente SEI!

Cosa? Come? Chi? Perché? Dove? Quando?

1) Cosa: questa domanda riguarda l’opera in sé, il materiale di cui è costituita, la tecnica di realizzazione e il soggetto iconografico;

2) Come: similmente questa domanda si interroga sull’opera, sul come dialoghi con lo spettatore, sul suo stile, linguaggio e sull’iconologia (ossia sui suoi significati e valori espressivi);

3) Chi: questa domanda si concentra invece sull’artista che ha realizzato l’opera, sulla sua vita, sul suo profilo artistico e culturale e nel rapporto con altri artisti;

4) Perché: chiediamoci ora le ragioni profonde, le motivazioni personali e socio-culturali che hanno spinto l’artista a realizzare quell’opera e le funzioni dell’opera stessa;

5) Dove: anche il contesto geografico o la scuola d’appartenenza è fondamentale per la comprensione dell’opera;

6) Quando: infine il periodo in cui l’opera è stata realizzata ci consente di collocare l’opera in una precisa situazione storico-artistica e di fare delle considerazioni sui materiali utilizzati e sullo sviluppo scientifico-tecnologico dell’epoca.

Sei semplici domande che ci avvicinano alla comprensionedi ciò che abbiamo di fronte…

Perché non tentare?

Silvia Liberti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *